Yoga: noi siamo esattamente quello che pensiamo

Aggiornato il: 11 mag 2020

Una delle violazioni più comune e frequenti delle leggi dell’Universo consiste nell’adirarsi.

Questo atteggiamento provoca svariate sofferenze nella nostra vita, sia verso coloro a cui viene rivolta la nostra ira, sia verso noi stessi.



Di fatto la cosiddetta “legge del boomerang” afferma che tutto ciò che diffondiamo attorno a noi sotto forma di fenomeni vibratori (idee, espressioni, emozioni, aspirazioni, comportamenti…) si riflette su di noi, portando a conseguenze che condizionano e influiscono la nostra aurea di energia.

Per questo nessuno può ferire un altro essere e sperare di non subire le conseguenze per quell’atto. Ed è quindi per questo che, nel momento in cui emergono delle osservazioni maligne verso gli altri, ci si ritrova con la stessa frequenza a raccomandare al divino la sua salute.

Nel momento in cui i nostri pensieri si rivolgono verso qualcuno, automaticamente si crea un collegamento energetico tra noi e la persona a cui stiamo pensando.

In questa maniera ogni pensiero negativo costituisce un’aggressione energetica che provoca un effetto devastante per quella persona.

Agendo in tal modo ci aggrediamo e ci annientiamo reciprocamente senza esserne consapevoli e addirittura, molte volte, senza nemmeno essere coscienti di ciò che stiamo facendo.

Ogni offesa, cattiveria espressa con tono di rincrescimento, può ledere sia noi che gli altri.

Le incomprensioni nella coppia


Nella vita quotidiana ognuno di noi cerca istintivamente di sovrastare e di avere il controllo delle situazioni.

Nel momento in cui cerchiamo di dominare un altro essere, preleviamo la sua energia a suo discapito. In questo modo ci trasformiamo in una sorta di Vampiro Energetico.

Tutte le volte che ritorniamo ad agire in questa maniera, ci scolleghiamo dalla Fonte e cadiamo nei nostri tormenti.

La corrosione della relazione amorosa è provocata dall’elevarsi del livello di ostilità accumulato dentro di noi. L’assenza di affinità genera assenza di confronto. La mancanza di confronto genera il disgregamento totale. L’assenza di confronto fatta con amore genera odio. Una ostilità inconscia verso uomini o donne si traduce in un processo di autodistruzione.

Se due compagni violano fisicamente ed emozionalmente l’uno l’entità dell’altro, allora non sono degni di restare insieme.

La sottomissione provoca ostilità. E l’ostilità genera malessere. La subordinazione alle proprie ambizioni, alle angosce, alla malinconia, agli attacchi d’ira conducono alla diffidenza verso l’altro. Più la subordinazione verso la persona amata è elevata, tanto maggiore sarà la nostra prepotenza ei suoi confronti. Le liti, i contrasti, l’irascibilità, l’insofferenza diffondono inesorabilmente una energia devastatrice di enorme portata.

Ripulisciti dalle sofferenze

Non rimuginate sulle afflizioni del passato, perché così facendo ne estenderete la durata.

Nel momento in cui non esprimiamo agli altri le nostre inquietudini, ci stiamo già distaccando da esse. Il distaccamento determina l’avvio di un processo di superamento delle stesse. È essenziale in questo processo che, qualora vi confidiate con gli altri, non cerchiate compianto e commiserazione.

E se avete avuto un brusco scontro o una forte delusione, provate a non trascinare queste emozioni nelle vostre case. È preferibile, piuttosto, fare una passeggiata all’aperto, preferibilmente nei pressi di un’area naturale. Questo vi permetterà di non trasformare la vostra abitazione in un magazzino in cui vengono ammassati cumuli di rifiuti energetici.

Quindi, nel caso in cui stiate vivendo in un ambiente ormai saturo di risentimenti, contrasti e amarezze, sostate in quel luogo e cominciate un percorso di perdono.

Annientate la rabbia per dar posto all’amore. Pregate! È preferibile sfogarsi in lacrime, piuttosto che innervosirsi e offendere.

Se non si riesce a superare questi stati, la rabbia si stratifica inevitabilmente. Ma nel momento in cui si sfocia nel pianto quel risentimento si allevia e sparisce.

Lavorare in salute


Non dobbiamo diventare schiavi del lavoro, ma dobbiamo imparare ad utilizzare il lavoro come mezzo a supporto della nostra evoluzione. Ciò significa che non dobbiamo continuamente spronarci e opprimerci, ma bisogna trovare il lato positivo in ogni attività che svolgiamo. Se manca la gioia del fare le cose, ogni impiego potrebbe diventare un fattore che va a deteriorare la nostra salute.

Bisogna identificare un’attività che arrechi un importante appagamento nella vita, ma non solo appagamento materiale. Non bisogna, cioè aspettarsi un compenso, un ritorno o un riconoscimento. Anche se è per noi istintivo, quasi naturale, aspettarci un riscontro dalle nostre azioni positive.

Questo modo di pensare genera turbamento. E più amplificherete questo tipo di desideri, maggiore diventerà il grado di attrito, di rincrescimento, andando così ad alimentare il processo di autodistruzione.


Accogliere le purificazioni


Se sei offeso da qualcuno, non ribattere, non provare rancore, non adirarti con lui, dal momento che questo affronto è un regalo di Dio. Se non lo accetti, allora la redenzione dell’anima dovrà attuarsi tramite le sofferenze e le tribolazioni e, se non sarai in grado di affrontare neanche queste, si passerà alla morte del corpo fisico.

Questa tipologia di redenzione ci viene offerta da coloro a cui noi ci sentiamo più legati. Per questo motivo, più saremo in grado di redimere e più profonde saranno le trasformazioni che prenderanno vita al nostro interno.

Non si tratta di un perdono di convenzione, che si offre solo a parole e in maniera superficiale, ma lo si deve sentire dall’anima, deve inglobare noi stessi nella nostra interezza.

Ciò che ci blocca nel passato sono gli affronti mai perdonati.

Se perdoniamo una persona che ci ha ferito o deluso, possiamo giungere a risanare il nostro corpo anche da gravi patologie.

Prega continuamente al fine di donare serenità e salute a tutti coloro a cu sei legato e affinché l’intero mondo sia benedetto. Questa preghiera espanderà una quantità così grande di amore verso il mondo intero che lo stesso amore si rifletterà su di te abbondantemente.

Quello che offri determinerà ciò che tornerà a te. Rivalendoti su colui che ha compiuto un torto nei tuoi confronti, non fai altro che metterti sul suo stesso livello. Se lo perdoni ti elevi ad un piano superiore. Quando perdoniamo qualcuno ci liberiamo e, in questo modo, ci eleviamo.

Ci dovremmo rendere conto che nel momento in cui perdoniamo riscattiamo coloro che hanno compiuto degli sbagli.

Una riflessione o un atto negativo provoca un’enorme sofferenza ad una miriade di esseri. Per questo motivo esiste una legge naturale e scientifica (il Terzo principio della meccanica conosciuto anche come Principio di azione e reazione) il quale afferma che tutte le azioni e i pensieri che rivolgiamo agli altri di riflesso le stiamo rivolgendo anche contro di noi.

Per questo motivo, se ci sforziamo di redimere i nostri avversari emettendo verso di loro solo pensieri di pace e amore, nello stesso tempo mettiamo in atto anche un processo di protezione verso noi stessi.

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