La Meditazione: le principali posture

Aggiornato il: 12 mar 2020

La meditazione ha come scopo l’interiorizzazione e l’ottenimento di un controllo sui vari piani del nostro essere per arrivare passo dopo passo alla rivelazione del sé supremo ATMAN. In questo articolo, affrontiamo le diverse posture della meditazione.


La Postura del Loto (Padmasana)


La postura del Loto viene considerata essenziale per la meditazione. In questa postura potremo raggiungere molto più facilmente un’immobilità naturale cosa che amplifica moltissimo l’efficacia nella pratica della meditazione. Il Loto non è tuttavia una posizione accessibile alla maggioranza delle persone. Non ci riferiamo solo alla posizione del corpo nel realizzarla, ma anche nel mantenerla sufficientemente per realizzare una vera meditazione. Si raccomanda di trovare sempre una posizione facile e comoda, poiché ogni disturbo o dolore sono degli ostacoli verso una focalizzazione fissa sul nostro scopo. Gli yogi considerano che la maestria in una postura si apprenda solo quando si può mantenerla facilmente per oltre 3 ore e 48 minuti; un periodo durante il quale, come affermano i testi fondamentali Yoga, gli effetti diventano concertati simultaneamente nei tre mondi – fisico, astrale e causale


La postura piacevole (Sukhasana)


Coloro che non si sentono comodi nel Loto non devono disperarsi. Accedere ad uno stato meditativo è ancora possibile, in quanto possono realizzare la Postura piacevole (Sukhasana), che conosciamo quasi tutti sin dall’infanzia. In realtà, uno degli elementi essenziali è costituito dalla posizione corretta della colonna vertebrale. La posizione delle gambe deve consentire di tenere la colonna quanto più diritta.






La postura del Diamante (Vajrasana)


Un’altra variante è la postura del Diamante (Vajrasana), che presentiamo di seguito in una versione semplificata.

Stiamo in ginocchia a terra. Si piegano le piante dei piedi in modo da formare una conca su cui ci sediamo mantenendo i piedi ad una distanza di circa un palmo. Ci sediamo sulle piante e teniamo le mani sulle cosce. Se anche cosi ci è difficile, arrotoliamo una coperta sulla quale ci sediamo, mettendola però longitudinalmente, tra le piante dei piedi. La postura diverrà allora molto più comoda. Se anche questa asana è scomoda,si potrà ricorrere ad una sedia, per sedersi con la schiena diritta, senza però appoggiarsiallo schienale.

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